Tradimento 2.0 – L’infedeltà ai tempi dei social

Intervista con la Dott.ssa Silvana La Porta, di Ettore Zanca.

Descrivici come da un punto di vista psicologico, si innesca il “tradimento 2.0”.

Una società che esalta la bellezza esteriore, incoraggia lo strutturarsi di personalità narcisistiche. Bisogna, però, fare una premessa circa la distinzione tra narcisismo sano e narcisismo patologico. Una base solida di amore per se stessi è presupposto fondamentale per un benessere psichico.Tratti narcisistici sono tipici di persone autocentrate, il narcisismo patologico si differenzia per alcune peculiarità: deficit di empatia (il narcisista è incapace di riconoscere o di identificarsi con i sentimenti e le necessità degli altri), un uso strumentale degli altri al fine di ottenere i propri scopi, la convinzione di essere speciale, fantasie di grandiosità e richieste di ammirazione, il narcisista ricerca in modo incessante nuove “prede” che seduce senza lasciarsi, però, coinvolgere emotivamente. Si può parlare, infatti, di tradimento 2.0. quando la condivisione e l’intimità raggiungono livelli tali per cui non si può più parlare di amicizia, oltre che per il carattere di segretezza che lo contraddistingue, sebbene non si concretizzi un incontro reale.

Sicuramente avrai visto il film “perfetti sconosciuti”, un gioco che alla fine si rivela tremendo nella sua articolazione. Una vetrina di ipocrisie e di spazi nascosti. Di lati dark. Ma che cosa porta a queste “solitudini assistite?”.

Nel film “Perfetti Sconosciuti”, il regista ha volutamente esagerato concentrando tante situazioni particolari tutte riunite attorno allo stesso tavolo, tuttavia le vicende narrate non sono così distanti dalla realtà di tanti mariti e mogli apparentemente affiatati, genitori modello e “cristiani” insospettabili che cercano fonti di evasione dalla propria vita routinaria. Quante relazioni si romperebbero se si potesse avere libero accesso al cellulare del partner? Tuttavia non sono esenti dal rischio di tradimento anche coppie affiatate, la tentazione di un rapporto extraconiugale, infatti, può risultare intrigante e internet può favorire l’instaurarsi di relazioni che, complici l’anonimato e la virtualità, diventano strettamente confidenziali (raccontando aspetti di sé taciuti al partner) e cariche di sessualità.

Come identificheresti una “vittima” e un “carnefice” di una relazione malata?

Sempre più spesso si rivolgono a me pazienti intrappolati in relazioni disfunzionali dalle quali non riescono a svincolarsi e che portano dentro sé un grande carico di sofferenza tanto psicologica quanto somatica. E’ bene sottolineare che il carnefice non prende una vittima a caso, bensì sceglie accuratamente la sua preda in base ad alcune caratteristiche di personalità specifiche. In genere, la vittima prescelta è una persona socievole, particolarmente empatica, emotivamente ed intellettivamente ricca ma alla continua ricerca di un amore che la gratifichi ed un profondo senso di inadeguatezza. Colui che domina all’interno della relazione è, invece, di solito, una persona emotivamente fredda, riservata, misteriosa, che tende ad isolarsi sebbene possa risultare socialmente ben integrata se non addirittura brillante, caratteristiche queste tipicamente appartenenti a personalità narcisiste. Tali caratteristiche mascherano una profonda anaffettività sottostante, l’incapacità a provare empatia e l’ impossibilità di creare rapporti autentici e di amare l’altra persona, che viene manipolata, controllata e dominata. Quando il narcisista inizia a corteggiare la sua preda si presenta nelle vesti di donna/uomo ideale. Egli adotta una vera e propria strategia grazie alla quale fa sentire, inizialmente, l’altro speciale attraverso un bombardamento di attenzioni, ma anche mettendo in atto comportamenti che denotano gelosia ed esclusività, i quali vengono scambiati per prove di amore. Come un abile ragno, affascinante ed ammaliatore, tesse in modo lento ed inesorabile la sua vischiosa tela per catturare la sua preda, di cui conosce bene i punti deboli ed i gusti e se ne serve per ridurla ad una condizione di totale sudditanza psicologica e dipendenza. A questo punto il carnefice cambia atteggiamento: toglie tutto ciò che ha dato,, minando l’autostima della vittima con l’obiettivo di annullarne la personalità. Questo cambiamento profondo di atteggiamento confonde e disorienta la vittima che non comprende come questi possa da un lato affermare di amarla e dall’altro comportarsi in modo crudele e senza provare senso di colpa.

Sembra che basti poco per essere qualsiasi cosa, per creare una bolla di convincimento che possiamo essere scrittori, politici, criminologi. C’è ancora spazio per un recupero di un uomo non legato alla connessione, per chi sogna senza tastiera?

Internet è una realtà parallela che si fonde e confonde con la dimensione del reale. Su internet si può essere ciò che si anela ad essere e soprattutto la società virtuale riconosce questo status o ruolo. L’uomo per natura è portato a sognare ed ha bisogno di sognare per sentirsi motivato all’azione, grazie ai sogni e a chi non si è arreso sono state compiute grandi gesta e sono nate importanti invenzioni e produzioni artistiche. Oggigiorno si cerca un appagamento rapido dei propri desideri e una realizzazione dei sogni attraverso internet poichè nella vita reale, da un lato perseguire i sogni costa fatica e/o denaro che il più delle volte non si possiede, dall’altro ci si è già disillusi e rassegnati all’impossibilità di una attuazione concreta di quanto si desidera, quindi la possibilità che offre internet di realizzare in poco tempo, con poco sforzo e a costo zero ciò che si desidera è una tentazione forte.

Da professionista, cosa consiglia a chi si trova in situazioni difficili in cui si è fatta irretire in legami sentimentali molto alimentati a parole e poco a fatti? Il cui carburante è una chat?

Molto dipende da come si vive ciò che si è instaurato attraverso le conversazioni virtuali, nel senso che se tali scambi vengono esperiti come gioco e ciò non coinvolge emotivamente in modo eccessivo e non influenza la propria vita offline, allora tali tipi di connessioni non rappresentano un problema. Tuttavia, nel momento in cui ci si accorge che i propri pensieri sono rivolti continuamente al nostro interlocutore virtuale, che si resta tutta la giornata in trepidante attesa di un suo messaggio, che tale relazione virtuale influisce negativamente su studio, lavoro e vita sociale, allora è il caso di fermarsi a riflettere sulla quantità di tempo, energie e aspettative che si stanno investendo in tale relazione, cosa c’è di reale, cosa si sta perdendo nella realtà e fare un bilancio dei costi/benefici. Sebbene possa sembrare un avvertimento degno della mamma di Cappuccetto Rosso, è bene fare attenzione e non fidarsi delle conoscenze virtuali con leggerezza, specie di venditori di complimenti e lodi facili, poiché, come suddetto, i rischi di incontrare vampiri di emozioni, manipolatori a caccia di prede affamate di sogni e amore esistono, essi sono facili da incontrare nel mondo virtuale e hanno una capacità spiccata nel riconoscere le vittime ideali. In caso ci si renda conto di essere invischiati in legami sentimentali dove c’è poco di reale e tutto si consuma in chat, dove le emozioni prevalenti sono di sofferenza e ansia e si sviluppa un pensiero ossessivo verso l’altro, è opportuno staccare quel tipo di relazione riprendendo contatto con la realtà. Ciò come visto non sempre è semplice, quando da soli non vi si riesce, un passo importantissimo è chiedere aiuto ad un esperto.

Vasco Rossi disse una volta, che di questi tempi la cosa più trasgressiva che si possa fare, è farsi una famiglia e poi tenerla unita, sembra diventata la cosa più difficile, anche tenere unite le persone che si amano dopo un divorzio. Abbiamo parlato di “tradimento 2.0”, ora dicci com’è “l’amore 2.0”.

Amore 2.0 è il termine con il quale ci si riferisce a tutte le relazioni/connessioni nate virtualmente, (sia che siano rimaste tali sia che siano stato preludio per incontri nella realtà), ma in effetti bisogna fare una distinzione tra coloro che si conoscono attraverso chat e social network e coloro che invece utilizzano siti di matchmaking (es. Meetic). Fino ad una decina di anni fa, chi si rivolgeva a questa evoluzione virtuale delle agenzie matrimoniali, veniva etichettato negativamente come “sfigato”, “maniaco” o comunque “con problemi sociali”. Questa visione oggi si è modificata, divenendo semplicemente uno dei modi possibili per fare incontri, ampliando il bacino di possibilità e controllando preventivamente le caratteristiche dei possibili partner proposti: gli incastri, basati su algoritmi, di caratteristiche possedute (o almeno dichiarate) e quelle desiderate nei potenziali partner ideali sono diventati così un business globale.

La psicologa Barbara Fredrickson propone una nuova visione dell’amore definendolo micro momento di risonanza positivo. Secondo tale accezione quindi l’amore è temporalmente definito e circoscritto in momenti in cui si ha uno scambio reciproco di emozioni positive con un’altra persona con la quale ci si sente affini e si è in connessione. Con questo nuovo concetto, ritengo che la Fredrickson riesca a sintetizzare ed inquadrare quanto si intende per Amore 2.0.

Articolo originariamente pubblicato su https://www.chizzocute.it/tradimento-2-0-linfedelta-ai-tempi-dei-social/